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Posts Tagged ‘Tunisi’

Da Pratoblog, 7 gennaio 2009

di Giacomo Fiaschi

Tunisi, 7 gennaio 2009 – Era da due annni che su questo modesto ma onesto giornale mi era stato dato più volte spazio per informare e lanciare un allarme sullo stato di emergenza della Bibliotéque de Recherche dell’Institut des Belles Lettres Arabes di Tunisi, il più antico e prestigioso centro di documentazione per il dialogo fra le civiltà delle due sponde del Mediterraneo. Il pericolo di una tragedia era nell’aria e l’eventualità di un epilogo disastroso era sin troppo facilmente prevedibile. Martedi 5 gennaio quel che si temeva è accaduto, e tutto il patrimonio librario della prestigiosa Bibliotéque è andato in cenere a causa di un incendio che in poche ore ha divorato un secolo di memoria storica. Il nostro connazionale Padre Gian Battista Maffi è stato ritrovato, dopo quattro ore di ricerche, quando (…continua a leggere su Pratoblog…)

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P. Eugenio Elias, Parroco della Cattedrale

P. Eugenio Elias, Parroco della Cattedrale

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
“Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi”. (Mt 20,1-16)

Spesso una pagina del Vangelo riassume tutto il Vangelo. Il fatto è che ogni pagina contiene lo stesso “dna”, ed è un po’ come la chiave della nostra felicità.
Nel Vangelo di oggi, così come avviene  anche in altre parabole, c’è una certa sproporzione, un’apparente ingiustizia, una sorta di provocazione che mira a far vacillare i nostri luoghi comuni, e ci aiuta a superare, a oltrepassare i limiti della nostra concezione -a volte troppo limitata- di Dio e della vita.
La paga degli operai che han sopportato tutto il peso della giornata e quella di coloro che han lavorato una sola ora è identica: entrambi riceveranno un danaro. E’ un trattamento abnorme, come protestano -mormorando- gli operai della prima ora, che han ricevuto la paga dopo gli altri e sono stati, dunque, testimoni di questa ‘ingiustizia’.
Il padrone prende da una parte uno di questi e gli dice con molta franchezza: ‘amico mio, io non ti faccio un torto’, e la spiegazione che dà a lui diventa una lezione per noi: non c’è nessuna ingiustizia in questa disparità di trattamento e prima ancora di fare paragoni con gli altri è necessario imparare  a rispettare la libertà assoluta di Dio e ad accetare con riconoscenza ciò che ci ha donato. (altro…)

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