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Archive for the ‘Il Parroco’ Category

001E’ disponibile il servizio video di 18′ della cerimonia di Domenica 9 Agosto. Potete scaricarlo gratuitamente da qui.

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P. Eugenio Elias

P. Eugenio Elias

Padre Eugenio Elias ci lascia: dopo sei anni di servizio come Parroco della Cattedrale a Tunisi è stato chiamato a svolgere il suo ministero in Francia, nella Diocesi di Lione.

Gli subentra Padre Sergio Perez, che arriva a Tunisi dalla diocesi di Prato, in Italia, dove

Pade Sergio Perez

Pade Sergio Perez

per tre anni ha svolto la sua attività ministeriale in qualità di Parroco della parrocchia di Gesù Divino Lavoratore.

Della solenne cerimonia di ingresso di Padre Sergio e di saluto a Padre Eugenio, avvenuta nel corso della celebrazione della S. Messa officiata Domenica 9 Agosto  alle ore 11 nella Cattedrale e presieduta dal Vescovo Mons. Maroun Lahham, è stata data notizia con un servizio video sul quotidiano online Pratoblog.

Un grazie di cuore ad entrambi da tutta la nostra comunità!

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nataleGente che sapeva pregare

“Il figlio dell’uomo nascerà ancora una volta nel porcile del disprezzo?”, chiede il coro all’inizio dell'”Assassinio nella Cattedrale”. Si avvicinava il Natale del 1170 e l’omicidio dell’Arcivescovo di Canterbury era già stato decretato dal Re Enrico II. Di fronte a tanta iniquità, i fedeli si chiedono scettici se sarà possibile che il Signore continui a nascere ancora. Cristo, però, non rinuncia e persino l’Arcivescovo avrà il tempo di celebrare la nascita qualche giorno prima di essere assassinato[1]. (altro…)

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P. Eugenio Elias, Parroco della Cattedrale

P. Eugenio Elias, Parroco della Cattedrale

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
“Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi”. (Mt 20,1-16)

Spesso una pagina del Vangelo riassume tutto il Vangelo. Il fatto è che ogni pagina contiene lo stesso “dna”, ed è un po’ come la chiave della nostra felicità.
Nel Vangelo di oggi, così come avviene  anche in altre parabole, c’è una certa sproporzione, un’apparente ingiustizia, una sorta di provocazione che mira a far vacillare i nostri luoghi comuni, e ci aiuta a superare, a oltrepassare i limiti della nostra concezione -a volte troppo limitata- di Dio e della vita.
La paga degli operai che han sopportato tutto il peso della giornata e quella di coloro che han lavorato una sola ora è identica: entrambi riceveranno un danaro. E’ un trattamento abnorme, come protestano -mormorando- gli operai della prima ora, che han ricevuto la paga dopo gli altri e sono stati, dunque, testimoni di questa ‘ingiustizia’.
Il padrone prende da una parte uno di questi e gli dice con molta franchezza: ‘amico mio, io non ti faccio un torto’, e la spiegazione che dà a lui diventa una lezione per noi: non c’è nessuna ingiustizia in questa disparità di trattamento e prima ancora di fare paragoni con gli altri è necessario imparare  a rispettare la libertà assoluta di Dio e ad accetare con riconoscenza ciò che ci ha donato. (altro…)

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Riceviamo dal Parroco questa bella riflessione che risale all’inizio dello scorso anno.
Il tema è sempre attuale, come attuali sono i problemi cui fa riferimento Padre Eugenio, che ringraziamo per averci inviato questo testo.

“Ti do quello che ho”
di P. Eugenio Elias

L’altra sera ho visto un film di gangsters: una trama complicata, nella quale ad ogni minuto  aumenta l’incertezza, i nemici si moltiplicano, tutto diventa scuro e rischioso. In un istante in cui la tensione raggiunge la vetta, l’eroe – uno di quei buoni ragazzi che uccide soltanto per la forza delle circostanze- raccoglie le ultime parole dalle labbra dell’amico morente: “Jimmy, la vita intera è più breve che une vacanze d’estate…” Parole sagge! Il tempo è fugace e abbiamo già cominciato un nuovo anno.

Il meno che si può dire dell’ufficio della Cattedrale di Tunisi è che si tratta di un posto molto interessante. Tanto che alcuni immaginano addirittura che il parroco ha dei poteri tali come procurare dei biglietti per il Camerun, conseguire i visti per la Francia, l’Italia o la Norvegia, oppure convincere una bella ragazza europea dagli occhi verdi a sposarsi con un tale. (altro…)

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Dialogo interculturale: confluenze Oriente e Occidente [1]
P. Eugenio Elias

Qualche ricordo.
Ho accettato di venire a parlare dell’Oriente e l’Occidente perché… me l’hanno chiesto. Subito ho capito che non ero uno specialista; poi mi sono consolato pensando che probabilmente non ci sono molti specialisti di questo tema talmente vasto. Come affrontarlo ? Eh bene, mi accordo il permesso di cominciare in maniera un po’ personale. In effetti, sono nato in Argentina – un paese dove si parla spagnolo e dove la metà della popolazione ha parenti italiani -, in America del Sud – cioè ad occidente dell’occidente-. I miei quattro nonni erano libanesi ; i miei genitori erano nati e erano andati a scuola in Argentina; parlavano spagnolo, tranne quando noi figli ci avvicinavamo e la cosa non ci riguardava – o ci riguardava molto: allora passavano a parlare in arabo. Spero di non annoiarvi se introduco l’argomento con due aneddoti che risalgono alla mia adolescenza. (altro…)

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P. Eugenio Elias, Parroco della Cattedrale

P. Eugenio Elias, Parroco della Cattedrale

Un saluto a tutti i parrocchiani di lingua italiana dal nostro Parroco, Padre Eugenio Elias.

Con l’apertura di questo sito vogliamo offrire a tutti i parrocchiani un accesso alla vita della comunità attraverso uno strumento divenuto ormai familiare per tante persone. La vita della nostra parrocchia,  caratterizzata di una fisionomia composita e “multiculturale”,  necessita di una sempre maggiore partecipazione attiva da parte di tutti i suoi membri.

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