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	<title>La Parrocchia della Cattedrale di Tunisi</title>
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		<title>La Parrocchia della Cattedrale di Tunisi</title>
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		<title>La Biblioteca di Ricerca dell&#8217;IBLA di Tunisi.</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 21:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[L’IBLA di Tunisi: il futuro incerto di un Istituto dal passato glorioso. (Video)

di Giacomo Fiaschi

Quando ho chiesto all’autista del taxi di raggiungere Place du Leader sembrava che gli avessi chiesto di andare su Marte. Il brav’uomo non aveva la più pallida idea di dove si trovasse quel luogo e così, trovandomi anch’io nella sua stessa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cattedraletunisi.wordpress.com&blog=4212960&post=294&subd=cattedraletunisi&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong><a href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2009/11/ibla.jpg"><img class="alignleft" title="ibla" src="http://donvirginio.files.wordpress.com/2009/11/ibla.jpg?w=300&#038;h=218" alt="" width="300" height="218" /></a>L’IBLA di Tunisi: il futuro incerto di un Istituto dal passato glorioso. (<a title="Vai sul video" href="http://biribaole.blogspot.com/2009/11/la-biblioteque-de-recherche-dellibla-di.html" target="_blank"><em>Video</em></a>)<br />
</strong></p>
<p><strong><em>di Giacomo Fiaschi</em><br />
</strong></p>
<p>Quando ho chiesto all’autista del taxi di raggiungere Place du Leader sembrava che gli avessi chiesto di andare su Marte. Il brav’uomo non aveva la più pallida idea di dove si trovasse quel luogo e così, trovandomi anch’io nella sua stessa situazione, non mi è restato altro da fare che chiedere lumi a padre Gian Battista Maffi, che mi stava aspettando all’Institut des Belles Lettres Arabes, l’IBLA, per avere qualche indicazione in più da dare all’autista. “Prova chiedergli di portarti a Maâkal Ezzaïm” mi ha detto “e vedrai che capisce”. <span id="more-294"></span>Detto fatto: quel nome ha funzionato come una password e l’autista, tirato un sospiro di sollievo, ha subito imboccato la strada giusta. In dieci minuti sono arrivato in uno strano piazzale alberato, una specie di spartitraffico un po’ caotico dove, guardandomi intorno, non ho notato nulla che potesse in qualche modo farmi intuire la presenza dell’Institut. Mentre stavo cominciando a coltivare qualche dubbio mi sento chiamare per nome e, con grande sollievo, riconosco padre Gian Battista. Lo raggiungo e, dopo aver imboccato uno stradino, entriamo in un vicolo cieco, una strettoia, in fondo al quale c’è un portone incorniciato da piastrelle in ceramica policroma. Eccoci, finalmente, all’IBLA.</p>
<p>Conoscevo già la storia dell’Istituto, il suo radicamento profondo nella realtà tunisina, ma solo dopo averne varcata la soglia mi son reso conto appieno di quanto fossero reali le cose che avevo letto. La sala di lettura della biblioteca di ricerca era quasi al completo di docenti e studenti universitari, frequentatori abituali della biblioteca, che possono, qui, accedere a testi difficilmente trovabili altrove.</p>
<p>Nata nel 1926, per iniziativa di padre Henri Marchal come centro di studi e ricerche per garantire ai Padri Bianchi una base formativa che oggi chiameremmo “multiculturale”, anche allo scopo di prevenire quei problemi di dialogo che furono alla base dei primi insuccessi algerini, la prima sede non fu a Tunisi, ma a La Marsa, ad una ventina di chilometri dal centro della capitale. Dopo un anno e mezzo si sposta a Tunisi e, nel 1931, prende il nome di Institut des Belles Lettres Arabes. Un anno dopo, nel 1932, l’IBLA trova la sua sede finale in un popolarissimo quartiere nei pressi di Bab Mnara e diventa subito non solo un centro di dialogo interculturale fra cistiani e musulmani, ma anche un punto di riferimento importantissimo per i giovani studenti, che vi trovano uno spazio ideale per la loro formazione extrascolastica. Intere generazioni di futuri leaders nei più svariati campi, dall’economia alla scienza alla politica sono stati formati a questa vera e propria “scuola” nella quale hanno trovato accoglienza, ospitalità e, soprattutto, occasione di sviluppare una conoscenza approfondita delle radici sia cristiane che musulmane di un contesto già all’epoca segnato in modo profondo, e non senza problematiche diverse, da quella che oggi si chiama “multiculturalità”.</p>
<p>Da quasi un secolo l’IBLA raccoglie e conserva tutto quel che viene stampato in Tunisia: libri, riviste, giornali e pubblicazioni d’ogni genere vengono classificate, indicizzate e rese disponibili per quanti han necessità o voglia di fare ricerca.</p>
<p>I tempi sono cambiati, e viene da chedersi quale sarebbe ai giorni nostri, nell’epoca della comunicazione multimediale, il progetto di padre Henri Marchal.</p>
<p>L’IBLA, oggi diretto da padre Jean Fontaine, resta comunque una pietra miliare nella storia della cultura del dialogo e, come tale, dovrebbe essere -a pieno titolo- considerato. Ne parlo spesso con l’amico padre Gian Battista Maffi, che da due anni è direttore della prestigiosa “Bibliotéque de Récherche” del’Istituto, luogo privilegiato del dialogo fra culture diverse.</p>
<p>Ma l’avvenire della biblioteca e dello stesso IBLA, nonostante il suo indiscutibile prestigio, è purtroppo incerto: sono pochi, infatti, oggi i Padri Bianchi disponibili per dedicarsi a questo genere di attività, che presuppone un livello formativo non comune ed un autentica vocazione alla “missione culturale”. E i problemi non finiscono qui: lo stato generale dell’edificio, la cui costruzione risale all’inizio del secolo scorso, comincia ad essere seriamente compromesso, soprattutto a causa dell’enorme mole di volumi che la Biblioteca ha accumulato in tutti questi anni, e un intervento di restauro conservativo diventa di giorno in giorno sempre più urgente. Non solo: la stessa ubicazione della Biblioteca non appare più adeguata in uno spazio divenuto ormai del tutto insufficiente a contenerla.</p>
<p>I problemi sono più d’uno, dunque, e il fatto che necessitino tutti di interventi pesanti ed improcrastinabili, ha trasformato l’urgenza in vera e propria emergenza. Se non verranno adottate misure in tempi brevi esiste il rischio di perdere per sempre questo Istituto che ha avuto e potrebbe continuare ad avere, oggi più che in passato, un posto di primo piano nello scenario del patrimonio culturale non solo tunisino, ma anche -e soprattutto- europeo.</p>
<p>Padre Gian Battista ha ben presente tutto ciò, ma non ne parla volentieri. Come tutte le persone di buon senso, preferisce spendere il suo tempo occupandosi di problemi sui quali può intervenire concretamente, evitando il più possibile di affrontare argomenti sui quali si finirebbe, inevitabilmente, di giungere a conclusioni deprimenti perché “inconcludenti”, almeno sotto il punto di vista pratico. E allora è meglio continuare a prendersi cura delle cose sulle quali si può intervenire, come il restauro dei libri e la loro riclassificazione. Negli ultimi anni, anche sotto questo aspetto, la situazione si è aggravata. Non sarà la soluzione finale dei problemi dell’IBLA, è vero, ma intanto, almeno in questo caso, trova luogo quell’ “agere sequitur esse” senza il quale le parole restano parole, i fatti utopie, e le speranze illusioni.</p>
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		<title>Parola di vita.</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 21:19:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>

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S.E. Mons. Domenico Sigalini


Dio ci viene a cercare
+Domenico Sigalini
Sono tanti i ritratti che vorremmo farci di Gesù, è tanto il desiderio di farcene una immagine, di sentircelo evidente agli occhi, al cuore, alla vita che non smetteremo mai di immaginarcelo. Non siamo così fortunati come Veronica, la donna che nella tradizione s’è visto regalato il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cattedraletunisi.wordpress.com&blog=4212960&post=290&subd=cattedraletunisi&ref=&feed=1" />]]></description>
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<dl class="alignleft">
<dt><strong><a href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2009/12/siga.jpg"><img title="siga" src="http://donvirginio.files.wordpress.com/2009/12/siga.jpg?w=208&#038;h=300" alt="" width="208" height="300" /></a></strong></dt>
<dd>S.E. Mons. Domenico Sigalini</dd>
</dl>
</div>
<p>Dio ci viene a cercare</p>
<p><strong><em>+Domenico Sigalini</em></strong></p>
<p>Sono tanti i ritratti che vorremmo farci di Gesù, è tanto il desiderio di farcene una immagine, di sentircelo evidente agli occhi, al cuore, alla vita che non smetteremo mai di immaginarcelo. Non siamo così fortunati come Veronica, la donna che nella tradizione s’è visto regalato il volto di Gesù su quella pezza di lino, con cui coraggiosamente ha affrontato la soldataglia per dare un minimo di sollievo a Gesù, ma abbiamo lo Spirito che delinea in noi i tratti dell’umanità di Gesù.<span id="more-290"></span> E questa umanità si fa sempre più evidente anche alla nostra sensibilità se riusciamo attraverso le immagini del vangelo a rendercelo concreto alla mente, al cuore, agli occhi. Una delle immagini più frequenti è quella del pastore. Il pastore s’accorge della pecora che manca; le conta a una a una, non ha però criterio quantitativo, ma personale; non pensa all’efficienza, alla percentuale, ma alla relazione. Non si lascia incantare dalla massa anonima, ma stabilisce un rapporto a tu per tu.</p>
<p>Nella sua conta Lui vede che la pecora non c’è, gli manca troppo, non riesce a chiudere la giornata, non dice: “chi c’è, c’è. Io ho fatto tutto quello che dovevo fare, adesso tocca a lui. Riprende la strada, il tratturo che ha percorso faticosamente nella giornata, è pronto a ricominciare la ricerca. E’ l’amante del Cantico dei cantici che cerca il suo amato, innamorata persa che gira a chiedere a tutti se hanno visto il suo amore. E’ il padre del figlio scapestrato e del figlio troppo per bene: lo vede da lontano; è su quella lunghezza che ha consumato la vista ogni giorno, dal punto più alto dell’abbaino della casa, era lì che consumava la sua vecchiaia, la sua ansia e dava sfogo al suo amore. Questo buon pastore ci garantisce di starci accanto sempre, ci rincorre dove i nostri passi non avrebbero mai dovuto portarci, dove per una sbagliata concezione della nostra libertà siamo fuggiti. A un commerciante di agnelli da macello, a un mercenario non interessa dove sei finito, anzi ti rinfaccia solo con gusto sadico: hai visto quel che hai fatto? Arrangiati. Lui invece, il nostro pastore si accorge di te, di me, di ogni sconosciuto e riparte a cercare.</p>
<p>È bello sentirsi cercati, è bello quando ti appare un sms che ti dice: dove sei? smettila di scappare! quando ti troverò, non avrò altro da fare che abbracciarti, coccolarti, ridarti casa. Le novantanove che stanno qui, stanno bene, si sono dimenticati di te, ma non io. Ti vengo a prendere.</p>
<p>E dall’altra parte può esserci ancora una fuga, quasi il dispetto di essere stati trovati, la superbia di non ammettere solitudine e errore. E lui sempre a cercare fino a coinvolgerti nella festa della vita.</p>
<p>Dice sempre la Parola di Dio, narrando di un consiglio di famiglia piuttosto decisivo: chi manderò io e chi andrà per me? Eccomi manda me. Chi si metterà a far capire a questi uomini che abbiamo fatto a nostra immagine che s’allontanano dalla bellezza, dalla felicità, dalla gioia, che si fanno imbrogliare? Eccomi manda me. E Gesù si fa uomo. Il pastore che cerca la pecora smarrita è sempre Lui, lo è da sempre. E’ talmente delicato che il vangelo dice che se la prende in spalle, “se gli riesce di trovarla”. Non è certo che possa incontrare la pecora, o meglio, la ritroverà, ma non è detto che quella accetti di essere riportata nel calore della sua casa. Noi invece siamo in attesa che questo incontro si compia e superi ogni nostro desiderio. Il Natale è un incontro d’amore è una misericordia definitiva per gli uomini. La prima liberazione che Gesù compie è interiore, la prima attesa che viviamo di Lui è dell’animo, della giustizia profonda della vita, della salvezza e del perdono. Avvento è coltivare questa sete, questo anelito, questa consapevolezza di dover essere rifatti dentro. Il nostro cuore viene liberato dal male, dall’odio, dalla disperazione, dal ripiegamento su di sé. Abbiamo bisogno di strutturare il nostro vivere comune secondo amore e carità e non secondo sfruttamento e ingiustizia; tutti dobbiamo lavorare duro per vivere, ma non tutti abbiamo le stesse condizioni per riuscire. Quello che la vita non dà lo deve offrire il cuore, che si allarga fino a far posto a tutti quelli che aspirano alla salvezza. Con Gesù entra nel cuore dell’umanità un dinamismo nuovo, inarrestabile, che corre lungo tutta la storia, che si attua là dove l’uomo lo accoglie. Vogliamo stare allora al passo con Dio perché Dio riempie ogni nostra attesa.</p>
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		<title>E&#8217; Ramadan: auguri ai nostri amici musulmani!</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 14:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tunisi, 19 Agosto 2009
Giacomo Fiaschi
Sta per iniziare il mese di Ramadan, il nono del calendario islamico: è il mese sacro nella tradizione islamica, e rappresenta una delle &#8220;colonne&#8221; su cui poggia la religione musulmana. Durante questo mese il precetto del digiuno -dall&#8217;alba al tramonto- rappresenta la parte più nota e visibile della tradizione religiosa. Ma [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cattedraletunisi.wordpress.com&blog=4212960&post=282&subd=cattedraletunisi&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="color:#008000;"><img class="alignleft size-medium wp-image-283" title="Gharam" src="http://cattedraletunisi.files.wordpress.com/2009/08/gharam.jpg?w=197&#038;h=300" alt="Gharam" width="197" height="300" />Tunisi, 19 Agosto 2009</span></p>
<p><em><span style="color:#008000;">Giacomo Fiaschi</span></em></p>
<p style="text-align:justify;">Sta per iniziare il mese di Ramadan, il nono del calendario islamico: è il mese sacro nella tradizione islamica, e rappresenta una delle &#8220;colonne&#8221; su cui poggia la religione musulmana. Durante questo mese il precetto del digiuno -dall&#8217;alba al tramonto- rappresenta la parte più nota e visibile della tradizione religiosa. Ma ci sono altre particolarità, meno note all&#8217;esterno, non meno importanti. Come quella che vede riunite intere famiglie ogni sera, dopo la preghiera che segue la rottura del digiuno, in un clima di fraternità. E&#8217; l&#8217;occasione per dimenticare i rancori, le incomprensioni e le divisioni e per cercare di ritrovare l&#8217;armonia e la serenità. Perdono e riconciliazione, dunque, ma anche apertura e accoglienza. <span id="more-282"></span>Non di rado, infatti, in questa circostanza vengono invitati amici non musulmani a condividere la cena nel clima festoso che spesso si protrae fino a tarda notte. Le serate &#8220;ramadanesques&#8221; animano la vita notturna in tutti gli alberghi e, via via che passano i giorni, verso la metà del mese, le attività che normalmente si svolgono durante il giorno si &#8220;spostano&#8221; nelle ore notturne. Càpita così, a partire da metà della seconda settimana, di trovare in piena notte aperte le botteghe dei falegnami, dei fabbri e degli artigiani. Anche i negozi restano aperti e i caffè, che di giorno sono -per la maggior parte- chiusi, aprono i battenti a partire da un&#8217;ora, un&#8217;ora e mezzo dopo il tramonto e restano aperti (e gremiti) sino poco prima delle prime luci dell&#8217;alba. Una piccola &#8220;rivoluzione&#8221; delle abitudini di vita quotidiana, insomma, che interrompe, una volta all&#8217;anno e per un mese intero, la routine quotidiana.</p>
<p style="text-align:justify;">Ai nostri amici musulmani vanno i nostri auguri più sinceri, con la preghiera a Dio, unico onnipotente e misericordioso, Padre di noi tutti, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili, che conservi nella pace l&#8217;umanità intera.</p>
<p style="text-align:justify;">(<span style="color:#008000;"><em>nella foto: la piccola Gharam, sei anni, nel classico abbigliamento da cerimonia. Gharam figlia di due nostri giovani amici, ha &#8220;adottato&#8221;  -sin da quando aveva poco più di un anno-  me e Rosaria come &#8220;papà e mamma italiani&#8221;.</em></span>)</p>
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		<title>Video dell&#8217;ingresso di P. Sergio e saluto a P. Eugenio</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 09:45:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Parroco]]></category>
		<category><![CDATA[Vita ecclesiale]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; disponibile il servizio video di 18&#8242; della cerimonia di Domenica 9 Agosto. Potete scaricarlo gratuitamente da qui.
       <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cattedraletunisi.wordpress.com&blog=4212960&post=277&subd=cattedraletunisi&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft size-medium wp-image-278" title="001" src="http://cattedraletunisi.files.wordpress.com/2009/08/001.jpg?w=300&#038;h=218" alt="001" width="300" height="218" /><a title="Scarica il video (60 Mb) da qui" href="http://www.megaupload.com/?d=X79B0O0F" target="_blank">E&#8217; disponibile il servizio video di 18&#8242; della cerimonia di Domenica 9 Agosto. Potete scaricarlo gratuitamente da qui.</a></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cattedraletunisi.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cattedraletunisi.wordpress.com/277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cattedraletunisi.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cattedraletunisi.wordpress.com/277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cattedraletunisi.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cattedraletunisi.wordpress.com/277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cattedraletunisi.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cattedraletunisi.wordpress.com/277/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cattedraletunisi.wordpress.com/277/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cattedraletunisi.wordpress.com/277/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cattedraletunisi.wordpress.com&blog=4212960&post=277&subd=cattedraletunisi&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">001</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Un arrivederci a Padre Eugenio e un benvenuto a Padre Sergio.</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 14:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Parroco]]></category>
		<category><![CDATA[Vita ecclesiale]]></category>

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		<description><![CDATA[Padre Eugenio Elias ci lascia: dopo sei anni di servizio come Parroco della Cattedrale a Tunisi è stato chiamato a svolgere il suo ministero in Francia, nella Diocesi di Lione.
Gli subentra Padre Sergio Perez, che arriva a Tunisi dalla diocesi di Prato, in Italia, dove
per tre anni ha svolto la sua attività ministeriale in qualità [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cattedraletunisi.wordpress.com&blog=4212960&post=270&subd=cattedraletunisi&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_8" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-8" title="peugenio" src="http://cattedraletunisi.files.wordpress.com/2008/07/peugenio.jpg?w=150&#038;h=150" alt="P. Eugenio Elias" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">P. Eugenio Elias</p></div>
<p>Padre Eugenio Elias ci lascia: dopo sei anni di servizio come Parroco della Cattedrale a Tunisi è stato chiamato a svolgere il suo ministero in Francia, nella Diocesi di Lione.</p>
<p>Gli subentra Padre Sergio Perez, che arriva a Tunisi dalla diocesi di Prato, in Italia, dove</p>
<div id="attachment_272" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-272" title="Pade Sergio Perez" src="http://cattedraletunisi.files.wordpress.com/2009/08/padesergio2.jpg?w=150&#038;h=120" alt="Pade Sergio Perez" width="150" height="120" /><p class="wp-caption-text">Pade Sergio Perez</p></div>
<p>per tre anni ha svolto la sua attività ministeriale in qualità di Parroco della parrocchia di Gesù Divino Lavoratore.</p>
<p><a title="Vai su Pratoblog" href="http://www.pratoblog.it/news/2009-08/padre-sergio-perez-da-una-parrocchia-di-prato-a-quella-della-cattedrale-di-tunisi-p3140.asp" target="_blank">Della solenne cerimonia di ingresso di Padre Sergio e di saluto a Padre Eugenio, avvenuta nel corso della celebrazione della S. Messa officiata Domenica 9 Agosto  alle ore 11 nella Cattedrale e presieduta dal Vescovo Mons. Maroun Lahham, è stata data notizia con un servizio video sul quotidiano online Pratoblog.</a></p>
<p>Un grazie di cuore ad entrambi da tutta la nostra comunità!</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cattedraletunisi.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cattedraletunisi.wordpress.com/270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cattedraletunisi.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cattedraletunisi.wordpress.com/270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cattedraletunisi.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cattedraletunisi.wordpress.com/270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cattedraletunisi.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cattedraletunisi.wordpress.com/270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cattedraletunisi.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cattedraletunisi.wordpress.com/270/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cattedraletunisi.wordpress.com&blog=4212960&post=270&subd=cattedraletunisi&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Redazione</media:title>
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			<media:title type="html">peugenio</media:title>
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			<media:title type="html">Pade Sergio Perez</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>La Lettera del Santo Padre ai Vescovi.</title>
		<link>http://cattedraletunisi.wordpress.com/2009/03/12/la-lettera-del-santo-padre-ai-vescovi/</link>
		<comments>http://cattedraletunisi.wordpress.com/2009/03/12/la-lettera-del-santo-padre-ai-vescovi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 14:20:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Vita ecclesiale]]></category>
		<category><![CDATA[Lettera ai Vescovi di Benedetto XVI testo integrale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cattedraletunisi.wordpress.com/?p=254</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;A volte si ha l&#8217;impressione che la nostra società abbia bisogno di un gruppo almeno, al quale non riservare alcuna tolleranza; contro il quale poter tranquillamente scagliarsi con odio. E se qualcuno osa avvicinarglisi &#8211; in questo caso il Papa &#8211; perde anche lui il diritto alla tolleranza e può pure lui essere trattato con [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cattedraletunisi.wordpress.com&blog=4212960&post=254&subd=cattedraletunisi&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em><span style="color:#008000;"><strong><a href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2009/03/papa_com1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1844" title="papa_com1" src="http://donvirginio.files.wordpress.com/2009/03/papa_com1.jpg?w=300&#038;h=265" alt="papa_com1" width="300" height="265" /></a>&#8220;A volte si ha l&#8217;impressione che la nostra società abbia bisogno di un gruppo almeno, al quale non riservare alcuna tolleranza; contro il quale poter tranquillamente scagliarsi con odio. E se qualcuno osa avvicinarglisi &#8211; in questo caso il Papa &#8211; perde anche lui il diritto alla tolleranza e può pure lui essere trattato con odio senza timore e riserbo.&#8221;</strong></span></em></p>
<p>Con queste Parole si avvia alla conclusione la splendida lettera che <strong>Sua Santità Benedetto XVI </strong>ha inviato ai Vescovi, e dove affronta, senza mezzi termini e con uno stile inconsueto, il tema della <em>revoca della scomunica dei cosiddetti &#8220;Lefebvriani&#8221;</em>.</p>
<p>Il testo è talmente <strong>chiaro</strong>, <strong>cristallino </strong>e, a tratti, persino commovente che abbiamo scelto di <a title="Scarica il documento" href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2009/03/lettera-vescovi.pdf" target="_blank"><span style="color:#008000;"><strong>pubblicarlo integralmente</strong></span></a>. senza aggiungere uteriori commenti. Una sola cosa vogliamo dire: siamo vicini, col cuore e con la mente, e soprattutto con la nostra preghiera, al Santo Padre.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cattedraletunisi.wordpress.com/254/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cattedraletunisi.wordpress.com/254/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cattedraletunisi.wordpress.com/254/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cattedraletunisi.wordpress.com/254/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cattedraletunisi.wordpress.com/254/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cattedraletunisi.wordpress.com/254/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cattedraletunisi.wordpress.com/254/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cattedraletunisi.wordpress.com/254/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cattedraletunisi.wordpress.com/254/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cattedraletunisi.wordpress.com/254/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cattedraletunisi.wordpress.com&blog=4212960&post=254&subd=cattedraletunisi&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Redazione</media:title>
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			<media:title type="html">papa_com1</media:title>
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	</item>
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		<title>8 Marzo. La preghiera di una Donna.</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2009 13:25:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Grandi del nostro tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[M. Teresa di Calcutta]]></category>
		<category><![CDATA[Preghiera di una Donna]]></category>

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		<description><![CDATA[Signore,
quando ho fame,
dammi qualcuno che ha bisogno di cibo;
quando ho sete, mandami qualcuno
che ha bisogno di una bevanda,
quando ho freddo,
mandami qualcuno da scaldare,
quando ho un dispiacere,
offrimi qualcuno da consolare,
quando la mia croce diventa pesante,fammi
condividere la croce di un altro,
quando sono povero,
guidami da qualcuno nel bisogno,
quando non ho tempo,dammi qualcuno che
io possa aiutare per qualche momento,
quando [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cattedraletunisi.wordpress.com&blog=4212960&post=252&subd=cattedraletunisi&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><a href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2009/03/teresa-di-calcutta-s.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1839" title="teresa-di-calcutta-s" src="http://donvirginio.files.wordpress.com/2009/03/teresa-di-calcutta-s.jpg?w=286&#038;h=400" alt="teresa-di-calcutta-s" width="286" height="400" /></a>Signore,<br />
quando ho fame,<br />
dammi qualcuno che ha bisogno di cibo;<br />
quando ho sete, mandami qualcuno<br />
che ha bisogno di una bevanda,<br />
quando ho freddo,<br />
mandami qualcuno da scaldare,<br />
quando ho un dispiacere,<br />
offrimi qualcuno da consolare,<br />
quando la mia croce diventa pesante,fammi<br />
condividere la croce di un altro,<br />
quando sono povero,<br />
guidami da qualcuno nel bisogno,<br />
quando non ho tempo,dammi qualcuno che<br />
io possa aiutare per qualche momento,<br />
quando sono umiliato,<br />
fà che io abbia qualcuno da lodare,<br />
quando sono scoraggiato,<br />
mandami qualcuno da incoraggiare,<br />
quando ho bisogno di compressione degli altri,<br />
dammi qualcuno che ha bisogno della mia,<br />
quando ho bisogno che ci si occupi di me,<br />
mandami qualcuno di cui occuparmi,<br />
quando penso solo a me stesso,<br />
attira la mia attenzione sù un altra persona.</p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>M. Teresa di Calcutta</strong></em></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cattedraletunisi.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cattedraletunisi.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cattedraletunisi.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cattedraletunisi.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cattedraletunisi.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cattedraletunisi.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cattedraletunisi.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cattedraletunisi.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cattedraletunisi.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cattedraletunisi.wordpress.com/252/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cattedraletunisi.wordpress.com&blog=4212960&post=252&subd=cattedraletunisi&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Redazione</media:title>
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			<media:title type="html">teresa-di-calcutta-s</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>La comunità Adveniat di Assisi: un&#8217;oasi di preghiera e di fraternità.</title>
		<link>http://cattedraletunisi.wordpress.com/2009/02/28/la-comunita-adveniat-di-assisi-unoasi-di-preghiera-e-di-fraternita/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 11:18:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita ecclesiale]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità Adveniat]]></category>

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		<description><![CDATA[La comunità Adveniat di Assisi: un&#8217;oasi di preghiera e di fraternità.
Un breve filmato.

di Giacomo Fiaschi
Tunisi, 28 febbraio
Ho avuto occasione, nel mio recente viaggio in Italia, di soggiornare brevemente nel convento francescano della Comunità Adveniat in S. Maria in Arce, presso Assisi, dove le mie due sorelle Elena ed Elisabetta vivono la loro vita consacrata. Mio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cattedraletunisi.wordpress.com&blog=4212960&post=246&subd=cattedraletunisi&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="color:#008000;"><strong><a href="http://donvirginio.files.wordpress.com/2009/02/screen.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1794" title="screen" src="http://donvirginio.files.wordpress.com/2009/02/screen.jpg?w=300&#038;h=240" alt="screen" width="300" height="240" /></a>La comunità Adveniat di Assisi: un&#8217;oasi di preghiera e di fraternità.<br />
<em>Un breve filmato.</em><br />
</strong></span></p>
<p>di <strong>Giacomo Fiaschi</strong></p>
<p>Tunisi, 28 febbraio<br />
Ho avuto occasione, nel mio recente viaggio in Italia, di soggiornare brevemente nel convento francescano della <a title="Visita sul sito" href="http://perfettaletizia.files.wordpress.com" target="_blank">Comunità Adveniat in S. Maria in Arce</a>, presso Assisi, dove le mie due sorelle Elena ed Elisabetta vivono la loro vita consacrata. <span id="more-246"></span>Mio figlio Giovanni aveva con sé una piccola telecamera, uno di questi gioiellini che oggi sono alla portata di tutti e, il giorno della partenza, non ho resistito alla tentazione di fare qualche ripresa, o meglio, qualche &#8220;appunto&#8221; . Non avevo con me l&#8217;attrezzatura necessaria per fare delle riprese professionali e così, senza cavalletto, senza microfoni e senza il &#8220;mandarino&#8221; per l&#8217;illuminazione, con un giocattolino minidv a un solo ccd, in un paio d&#8217;ore ho rimesso insieme quello che potevo. Una volta tornato a casa ho rivisto il girato e mi son reso conto che avrei potuto usarlo per &#8220;raccontare&#8221; questa esperienza. Con un po&#8217; di umiltà e di pazienza ho montato le immagini in un breve filmato di otto minuti circa che metto a disposizione degli amici della Parrocchia della Cattedrale. <a title="Scarica il fimato" href="http://www.megaupload.com/?d=RE8USZLZ" target="_blank"><br />
Potete scaricarlo da qui</a> seguendo le istruzioni (inserite il codice nella casella, attendete 45 seondi e scegliete l&#8217;opzione &#8220;Download standard&#8221; ). Il filmato è in formato ridotto e consiglio di vederlo in grandezza normale senza ingrandire lo schermo. Date le dimensioni del file (52 Mb) è consigliabile scaricarlo solo se si dispone almeno di una connessione ADSL media.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cattedraletunisi.wordpress.com/246/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cattedraletunisi.wordpress.com/246/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cattedraletunisi.wordpress.com/246/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cattedraletunisi.wordpress.com/246/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cattedraletunisi.wordpress.com/246/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cattedraletunisi.wordpress.com/246/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cattedraletunisi.wordpress.com/246/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cattedraletunisi.wordpress.com/246/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cattedraletunisi.wordpress.com/246/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cattedraletunisi.wordpress.com/246/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cattedraletunisi.wordpress.com&blog=4212960&post=246&subd=cattedraletunisi&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Redazione</media:title>
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			<media:title type="html">screen</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Fede e Ragione: un coraggioso abbraccio.</title>
		<link>http://cattedraletunisi.wordpress.com/2009/01/28/fede-e-ragione-un-coraggioso-abbraccio/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 09:54:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[In memoria di P. Tommaso Pierfrancesco Carlesi O.P.
Di Giacomo Fiaschi
Tunisi, 28 Gennaio 2009
Il 28 Gennaio la Chiesa ricorda San Tommaso d&#8217;Aquino.
Nell&#8217;immaginario di tante persone la sua figura evoca quanto di più &#8220;tradizionalistico&#8221; e &#8220;dogmaticistico&#8221; ci sia nella filosofia e nella teologia cattolica. Niente di più falso.
Cominciamo a conoscerlo meglio scorrendo questa brevissima nota biografica.

Tommaso nacque [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cattedraletunisi.wordpress.com&blog=4212960&post=230&subd=cattedraletunisi&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_231" class="wp-caption alignleft" style="width: 168px"><img class="size-full wp-image-231" title="st-thomas-aquinas" src="http://cattedraletunisi.files.wordpress.com/2009/01/st-thomas-aquinas.jpg?w=158&#038;h=240" alt="San Tommaso d'Aquino" width="158" height="240" /><p class="wp-caption-text">San Tommaso d&#39;Aquino</p></div>
<p>In memoria di<strong> P. Tommaso Pierfrancesco Carlesi O.P.</strong><br />
<span style="color:#008000;"><strong><em>Di Giacomo Fiaschi</em></strong></span></p>
<p>Tunisi, 28 Gennaio 2009</p>
<p>Il 28 Gennaio la Chiesa ricorda San Tommaso d&#8217;Aquino.<br />
Nell&#8217;immaginario di tante persone la sua figura evoca quanto di più &#8220;tradizionalistico&#8221; e &#8220;dogmaticistico&#8221; ci sia nella filosofia e nella teologia cattolica. Niente di più falso.<span id="more-230"></span><br />
Cominciamo a conoscerlo meglio scorrendo questa brevissima nota biografica.</p>
<ul>
<li><em>Tommaso nacque nella famiglia dei conti d&#8217;Aquino (di nobiltà longobarda), a Roccasecca (nei pressi di Cassino), dalla madre Teodora e dal padre Landolfo. Da giovane studiò presso i monaci benedettini di Montecassino, finché, nel 1239, in seguito alla decisione di Federico II di fare dell&#8217;abbazia una fortezza militare, si iscrisse all&#8217;Università di Napoli, frequentando la facoltà delle arti fino al 1243.</em></li>
<li><em>Nel 1244, affascinato dall&#8217;ordine dei predicatori, decise di farsi domenicano, nonostante l&#8217;opposizione dei genitori. Nel 1245 si trasferì a Parigi dove studiò teologia sotto la guida di Alberto Magno, che segui anche a Colonia. Tornato nuovamente a Parigi nel 1252, intraprese la carriera dell&#8217;insegnamento, dapprima come baccelliere e poi come maestro reggente di teologia. Nel biennio 1272-1273 fu maestro di teologia presso l&#8217;università di Napoli.</em></li>
<li><em>Nel 1274 partì per Lione per partecipare alla commissione del Concilio Ecumenico, ma dopo alcuni giorni di viaggio morì presso l&#8217;abbazia di Fossanova.</em></li>
</ul>
<p>Le due opere maggiori di Tommaso, la &#8220;Summa Theologica&#8221; o &#8220;Summa Theologiae&#8221; e la &#8220;Summa ad gentes&#8221; (successivamente rinominata in modo assai discutibile  &#8220;contra gentiles&#8221;) sono autentici capolavori non solo dal punto di vista dei contenuti, ma anche da quello del metodo.</p>
<p>Riporto, di seguito, una breve nota tratta dal bel libro di Sofia Vanni Rovighi <span style="color:black;"> <em>Introduzione a Tommaso d’Aquino</em>:</span></p>
<p style="text-align:justify;padding-left:90px;"><span style="color:black;"> <em>La Summa contra Gentiles è una esposizione di tutta la dottrina cattolica: Trinità, Incarnazione, Sacramenti compresi, e in questo senso è opera teologica. È anche vero tuttavia che Tommaso, all&#8217;inizio, distingue due modi di presentarsi delle verità che riguardano Dio: &#8220;Vi sono alcune verità che superano ogni potere dell&#8217;umana ragione, per esempio che Dio è uno e trino. Altre sono tali da potere essere raggiunte dalla ragione naturale: per esempio che Dio esiste, che Dio è uno, ed altrettali&#8221; (Contra Gentiles, I, 3). Ora, mentre nella Summa theologiae verità naturali e verità soprannaturali sono esposte nell&#8217;ambito del medesimo trattato (per esempio, nella prima parte, dopo le questioni su Dio accessibili alla ragione si passa subito alla Trinità), nella Contra Gentiles i tre primi libri sono dedicati alle verità che Tommaso ritiene accessibili alla ragione. Nel primo libro, ad esempio, in cui si parla di Dio, non si accenna alla Trinità e le verità note solo dalla rivelazione sono tutte raccolte nel quarto libro. Non solo: Tommaso afferma che bisogna partire dalle verità accessibili alla ragione perché, nell&#8217;esporre e giustificare la dottrina cristiana discutendo con gli eretici, si può assumere come presupposto tutta la Bibbia, con gli Ebrei si può assumere l&#8217;Antico Testamento, ma con i musulmani e con i pagani non si può assumere come presupposto se non ciò che è comune a tutti: la ragione. &#8220;Perciò è necessario ricorrere alla ragione, alla quale tutti devono assentire&#8221;. Ma aggiunge subito: &#8220;La quale [ragione] tuttavia è inadeguata rispetto alle questioni divine [in rebus divinis]&#8220;.</em><br />
(S. Vanni Rovighi, <em>Introduzione a Tommaso d’Aquino</em>, Laterza, Bari, 1992</span><span style="color:black;">, pagg. 27-28)</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:black;">Dispiace constatare come, in un commento tanto ben fatto e tanto illuminante, venga continuato a riportarsi il titolo &#8220;contra gentiles&#8221;, che contraddice -con quel &#8220;contra&#8221;-, tutta l&#8217;impostazione della Summa ad Gentes, un&#8217;opera che nasce con l&#8217;intento di porre le basi per un dialogo ed un confronto con i non cristiani (le &#8220;gentes&#8221; appunto) partendo, come opportunamente spiega Sofia Vanni Rovighi, da assunti condivisibili.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:black;">Di sicuro per Tommaso non fu cosa facile rendere comprensibile alla Chiesa del suo tempo questo nuovo modo di pensare, e di impostare sistematicamente, la teologia e la filosofia cristiana. L&#8217;assunzione degli strumenti logici  tipici della filosofia aristotelica, che permetteva una migliore e più chiara esposizione dei concetti teologici e filosofici del pensiero cristiano,  gli costò ben due condanne ecclesiastiche. </span></p>
<p style="text-align:justify;padding-left:90px;"><span style="color:black;">&#8220;<em>&#8230;alcune tesi di Tommaso d&#8217;Aquino, così radicalmente innovatrici, fecero scalpore e suscitarono le più vivaci reazioni da parte dei teologi contemporanei; s. Alberto Magno intervenne più volte in favore del suo antico discepolo, nonostante ciò nel 1277 si arrivò alla condanna da parte del vescovo E. Tempier a Parigi, e a Oxford sotto la pressione dell&#8217;arcivescovo di Canterbury, R. Kilwardby; le condanne furono ribadite nel 1284 e nel 1286 dal successivo arcivescovo J. Peckham.<br />
L&#8217;Ordine Domenicano, si impegnò nella difesa del suo più grande maestro e nel 1278 dichiarò il &#8220;Tomismo&#8221; dottrina ufficiale dell&#8217;Ordine. Ma la condanna fu abrogata solo nel 1325, due anni dopo che papa Giovanni XXII ad Avignone, l&#8217;aveva proclamato santo il 18 luglio 1323.</em>&#8220;<br />
(Antonio Borrelli in San Tommaso d&#8217;Aquino potete leggere <a title="Vai sul sito" href="http://www.santiebeati.it/dettaglio/22550" target="_blank">qui tutto l&#8217;interessantissimo articolo che presenta una biografia </a> )</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:black;">La sua vita terrena si spense il 7 Marzo del 1274 quando aveva solo 49 anni e, mentre su invito di papa Gregorio IX, si stava recando al Concilio di Lione </span>indetto per promuovere l&#8217;unione fra Roma e l&#8217;Oriente.</p>
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		<title>Gli auguri di Natale del Parroco</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Dec 2008 08:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Il Parroco]]></category>
		<category><![CDATA[Natale 2008]]></category>
		<category><![CDATA[Parroco della Cattedrale di Tunisi]]></category>
		<category><![CDATA[Preghiera di Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Gente che sapeva pregare
&#8220;Il figlio dell&#8217;uomo nascerà ancora una volta nel porcile del disprezzo?&#8221;, chiede il coro all&#8217;inizio dell&#8217;&#8221;Assassinio nella Cattedrale&#8221;. Si avvicinava il Natale del 1170 e l&#8217;omicidio dell&#8217;Arcivescovo di Canterbury era già stato decretato dal Re Enrico II. Di fronte a tanta iniquità, i fedeli si chiedono scettici se sarà possibile che il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cattedraletunisi.wordpress.com&blog=4212960&post=214&subd=cattedraletunisi&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-216" title="natale" src="http://cattedraletunisi.files.wordpress.com/2008/12/natale.jpg?w=300&#038;h=293" alt="natale" width="300" height="293" />Gente che sapeva pregare</strong></em></p>
<p>&#8220;Il figlio dell&#8217;uomo nascerà ancora una volta nel porcile del disprezzo?&#8221;, chiede il coro all&#8217;inizio dell&#8217;&#8221;Assassinio nella Cattedrale&#8221;. Si avvicinava il Natale del 1170 e l&#8217;omicidio dell&#8217;Arcivescovo di Canterbury era già stato decretato dal Re Enrico II. Di fronte a tanta iniquità, i fedeli si chiedono scettici se sarà possibile che il Signore continui a nascere ancora. Cristo, però, non rinuncia e persino l&#8217;Arcivescovo avrà il tempo di celebrare la nascita qualche giorno prima di essere assassinato[1].<span id="more-214"></span></p>
<p>Nascerà ancora Cristo quest&#8217;anno? L&#8217;iniquità umana cresce, le manifestazioni pubbliche di disprezzo verso tutto ciò che è cristiano -e umano- non lasciano presagire niente di buono&#8230; Ma non è il momento di occuparsi delle colpe degli altri: questo è tempo di grazia, un tempo per occuparci di noi stessi.</p>
<p>All&#8217;inizio di questo Avvento abbiamo letto una terribile preghiera di Isaia. Infatti, già verso la fine del suo libro &#8211; un libro pieno di promesse e d&#8217;infedeltà, di tradimenti e di riconciliazione &#8211; il profeta invoca l&#8217;intervento violento di Dio: &#8220;Oh, squarciassi tu i cieli e scendessi! Davanti a te sarebbero scossi i monti. Come il fuoco brucia i rami secchi, come il fuoco fa bollir l&#8217;acqua, scendi per far conoscere il tuo nome ai tuoi avversari e far tremare le nazioni davanti a te. Quando facesti cose tremende che non ci aspettavamo, tu discendesti e i monti furono scossi alla tua presenza&#8221;.</p>
<p>Il popolo si è dimenticato ancora una volta di Dio e domanda una manifestazione strepitosa perché Dio si faccia valere. Poco prima la preghiera aveva assunto toni realmente sorprendenti, poiché il profeta biasimava a Dio stesso lo smarrimento del suo popolo: &#8220;Perché ci fai errare, Signore, fuori delle tue vie, indurisci il nostro cuore, che così non ti teme?&#8221;.</p>
<p>Leggendo questa preghiera viene il desiderio di lodarlo: Lui sì che sapeva pregare! Non faceva giri di parole, aveva chiaro che la ragione dei nostri drammi è nel nostro cuore e, soprattutto, conosceva il cuore di Dio.</p>
<p>Che il Signore conceda anche a noi un po&#8217; di lucidità, inclini come siamo alle distrazioni e a cercare varie scuse. Ben vengano le cene e i regali, ma possa il Bambino soprattutto trovare nelle nostre vite il posto che non ha trovato nella sua città natale. Che ci trovi disposti ad offrirgli almeno una parte della nostra attenzione e del nostro tempo (questo tempo che è il metro di misura della nostra vita e che &#8220;ci manca&#8221; spesso, perché non abbiamo imparato ad usarlo, a scegliere bene&#8230;) Che non siano necessari dei prodigi così terribili come questi invocati sopra, ci basti prendere in considerazione quest&#8217;altra preghiera d&#8217;Isaia: Stillate, o cieli, dall&#8217; alto, e le nubi facciano piovere il Giusto! Si squarci la terra, fiorisca la salvezza e insieme germogli la giustizia!&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il figlio dell&#8217;uomo nascerà ancora una volta nel porcile del disprezzo?&#8221;. Non permettere, Signore, che continuiamo ad essere smarriti, facci ritornare, non lasciare che i nostri cuori si induriscano e non permettere che noi smettiamo di temere il tuo Nome. Che possiamo avere un vero, felice, Natale.</p>
<p>P. Eugenio Elias</p>
<p>Tunisi, 19 dicembre 2008</p>
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