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papa_com1“A volte si ha l’impressione che la nostra società abbia bisogno di un gruppo almeno, al quale non riservare alcuna tolleranza; contro il quale poter tranquillamente scagliarsi con odio. E se qualcuno osa avvicinarglisi – in questo caso il Papa – perde anche lui il diritto alla tolleranza e può pure lui essere trattato con odio senza timore e riserbo.”

Con queste Parole si avvia alla conclusione la splendida lettera che Sua Santità Benedetto XVI ha inviato ai Vescovi, e dove affronta, senza mezzi termini e con uno stile inconsueto, il tema della revoca della scomunica dei cosiddetti “Lefebvriani”.

Il testo è talmente chiaro, cristallino e, a tratti, persino commovente che abbiamo scelto di pubblicarlo integralmente. senza aggiungere uteriori commenti. Una sola cosa vogliamo dire: siamo vicini, col cuore e con la mente, e soprattutto con la nostra preghiera, al Santo Padre.

teresa-di-calcutta-sSignore,
quando ho fame,
dammi qualcuno che ha bisogno di cibo;
quando ho sete, mandami qualcuno
che ha bisogno di una bevanda,
quando ho freddo,
mandami qualcuno da scaldare,
quando ho un dispiacere,
offrimi qualcuno da consolare,
quando la mia croce diventa pesante,fammi
condividere la croce di un altro,
quando sono povero,
guidami da qualcuno nel bisogno,
quando non ho tempo,dammi qualcuno che
io possa aiutare per qualche momento,
quando sono umiliato,
fà che io abbia qualcuno da lodare,
quando sono scoraggiato,
mandami qualcuno da incoraggiare,
quando ho bisogno di compressione degli altri,
dammi qualcuno che ha bisogno della mia,
quando ho bisogno che ci si occupi di me,
mandami qualcuno di cui occuparmi,
quando penso solo a me stesso,
attira la mia attenzione sù un altra persona.

M. Teresa di Calcutta

screenLa comunità Adveniat di Assisi: un’oasi di preghiera e di fraternità.
Un breve filmato.

di Giacomo Fiaschi

Tunisi, 28 febbraio
Ho avuto occasione, nel mio recente viaggio in Italia, di soggiornare brevemente nel convento francescano della Comunità Adveniat in S. Maria in Arce, presso Assisi, dove le mie due sorelle Elena ed Elisabetta vivono la loro vita consacrata. Continua a leggere

San Tommaso d'Aquino

San Tommaso d'Aquino

In memoria di P. Tommaso Pierfrancesco Carlesi O.P.
Di Giacomo Fiaschi

Tunisi, 28 Gennaio 2009

Il 28 Gennaio la Chiesa ricorda San Tommaso d’Aquino.
Nell’immaginario di tante persone la sua figura evoca quanto di più “tradizionalistico” e “dogmaticistico” ci sia nella filosofia e nella teologia cattolica. Niente di più falso. Continua a leggere

nataleGente che sapeva pregare

“Il figlio dell’uomo nascerà ancora una volta nel porcile del disprezzo?”, chiede il coro all’inizio dell’”Assassinio nella Cattedrale”. Si avvicinava il Natale del 1170 e l’omicidio dell’Arcivescovo di Canterbury era già stato decretato dal Re Enrico II. Di fronte a tanta iniquità, i fedeli si chiedono scettici se sarà possibile che il Signore continui a nascere ancora. Cristo, però, non rinuncia e persino l’Arcivescovo avrà il tempo di celebrare la nascita qualche giorno prima di essere assassinato[1]. Continua a leggere

pacePubblichiamo il testo integrale (scaricabile da qui) del Messaggio di Benedetto XVI per la 42a Giornata Mondiale della Pace 2009, che si celebra il 1° gennaio 2009 sul tema “Combattere la povertà, costruire la pace”, presentato questo giovedì in Sala Stampa della Santa Sede.
Ne riportiamo di seguito un brano significativo: il Papa va ben oltre un semplice richiamo alla pace, e indica quali sono le iniziative concrete che devono essere adottate.
” (…) Un quinto ambito relativo alla lotta alla povertà materiale riguarda l’attuale crisi alimentare, che mette a repentaglio il soddisfacimento dei bisogni di base. Continua a leggere

Coppo di Marcovaldo - Crocifisso

Coppo di Marcovaldo - Crocifisso

Dal sito del Corso di formazione professionale “La passamaneria fabbricata a mano” riportiamo questo articolo.

Sin dagli albori del cristianesimo la Croce ha rappresentato quella che l’apostolo Paolo definì “scandalo per i giudei” e “follìa per i pagani”.

La Croce, come simbolo di appartenenza ad una fede, torna ad essere oggi, grazie anche alla multiculturalità nella quale ci siamo trovati, bene o male, a vivere, una vera e propria provocazione. Continua a leggere

Il Bacio di Giuda (Cimabue)

Il Bacio di Giuda (Cimabue)

«Gli Stati Uniti non hanno mai avuto veramente a cuore la sorte dei cristiani in Iraq e ora ne fanno moneta di scambio con i curdi e i sunniti»
Con queste parole Jean Benjamin Sleiman, Vescovo di Baghdad, definisce il quadro di una situazione reale, alla quale l’indifferenza totale sembra essere l’unica risposta della politica internazionale. Continua a leggere

Da “Avvenire” online.

Cristianofobia ingerenza umanitaria. Subito
di Luigi Geninazzi

Oggi tocca ai cattolici in India. Fino a quest’estate era l’Iraq a guidare la clas­sifica dei Paesi più a rischio per la comunità cristiana. Un anno fa nel mirino degli estre­misti violenti c’erano i missionari in Turchia. È la sequenza temporale dell’odio anti-cri­stiano che sembra colpire in ondate suc­cessive vari Paesi nel mondo. Ma è un’im­pressione superficiale e sbagliata. Continua a leggere

P. Eugenio Elias, Parroco della Cattedrale

P. Eugenio Elias, Parroco della Cattedrale

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
“Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi”. (Mt 20,1-16)

Spesso una pagina del Vangelo riassume tutto il Vangelo. Il fatto è che ogni pagina contiene lo stesso “dna”, ed è un po’ come la chiave della nostra felicità.
Nel Vangelo di oggi, così come avviene  anche in altre parabole, c’è una certa sproporzione, un’apparente ingiustizia, una sorta di provocazione che mira a far vacillare i nostri luoghi comuni, e ci aiuta a superare, a oltrepassare i limiti della nostra concezione -a volte troppo limitata- di Dio e della vita.
La paga degli operai che han sopportato tutto il peso della giornata e quella di coloro che han lavorato una sola ora è identica: entrambi riceveranno un danaro. E’ un trattamento abnorme, come protestano -mormorando- gli operai della prima ora, che han ricevuto la paga dopo gli altri e sono stati, dunque, testimoni di questa ‘ingiustizia’.
Il padrone prende da una parte uno di questi e gli dice con molta franchezza: ‘amico mio, io non ti faccio un torto’, e la spiegazione che dà a lui diventa una lezione per noi: non c’è nessuna ingiustizia in questa disparità di trattamento e prima ancora di fare paragoni con gli altri è necessario imparare  a rispettare la libertà assoluta di Dio e ad accetare con riconoscenza ciò che ci ha donato. Continua a leggere

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